
Le tartarughe Caretta caretta a Lampedusa
Lampedusa è uno dei pochi luoghi in Italia dove la tartaruga marina comune torna ogni estate a deporre le uova. Ecco quando succede, come sono protetti i nidi e come comportarti per non fare danni.
Perché Lampedusa è speciale per la Caretta caretta
La Caretta caretta nuota in tutto il Mediterraneo, ma le spiagge dove riesce davvero a deporre sono poche. Servono sabbia adatta, poca luce artificiale, nessun passaggio notturno e una fascia asciutta abbastanza larga da restare al riparo dalle mareggiate. Lampedusa mette insieme queste condizioni quasi al centro del bacino, più vicina alla Tunisia che alla Sicilia.
Il luogo simbolo è la Spiaggia dei Conigli, dentro la Riserva Naturale. Le femmine risalgono la sabbia di notte, scavano una camera profonda qualche decina di centimetri, depongono e tornano in mare prima dell'alba. Chi passa la mattina dopo vede solo le tracce, due solchi paralleli che salgono e ridiscendono. Nel 2026 la prima deposizione della stagione è stata registrata a fine maggio.
- Uno dei pochi siti italiani con nidificazione regolare, non occasionale.
- Posizione al centro del Mediterraneo, tra Sicilia e Africa settentrionale.
- Spiagge dentro un'area protetta, con monitoraggio e accessi regolati.
Il calendario, mese per mese
La stagione ha un ritmo preciso che non coincide con quello delle vacanze. Deposizioni e schiuse si sovrappongono per settimane, quindi in piena estate la stessa spiaggia può ospitare nidi a stadi molto diversi.
| Mese | Cosa succede | Cosa significa per te |
|---|---|---|
| Maggio | Arrivano le prime femmine e verso fine mese possono esserci le prime deposizioni. | Spiagge ancora tranquille. Le recinzioni iniziano a comparire: non spostarle. |
| Giugno | Nidificazione piena, quasi sempre di notte e in silenzio. | Niente torce né luci sulla sabbia dopo il tramonto: una femmina disturbata torna in mare senza deporre. |
| Luglio | Si depone ancora e intanto si aprono i primi nidi, dopo 45-70 giorni di incubazione. | Sulla stessa spiaggia convivono uova e piccoli. È il mese in cui l'attenzione conta di più. |
| Agosto | Ultime deposizioni e schiuse frequenti, nel periodo più affollato dell'anno. | Buche non richiuse, ombrelloni piantati e rifiuti diventano ostacoli concreti per i piccoli. |
| Settembre | Picco delle schiuse insieme ad agosto, deposizioni ormai finite. | È il periodo con più probabilità di trovarsi vicino a un nido che si apre, con meno gente intorno. |
| Da ottobre ad aprile | Stagione chiusa, nessuna deposizione e nessuna schiusa. | Le spiagge riposano. Vieni per il mare d'inverno e per i sentieri, non per le tartarughe. |
Le date non sono un orario ferroviario. Dipendono dalla temperatura della sabbia e dall'andamento della stagione: un nido caldo si apre prima, uno più fresco impiega settimane in più.
Dove nidificano e come sono protetti i nidi
Quando un nido viene individuato, viene delimitato con una staccionata di legno e una tabella che spiega cosa c'è sotto. Il recinto non serve a trattenere le uova, serve a tenere fuori piedi, ombrelloni e curiosi. L'area protetta si estende anche intorno al punto di deposizione, perché la sabbia compattata sopra il nido può schiacciare le uova o bloccare l'uscita dei piccoli.
Il monitoraggio è un lavoro quotidiano. Alla Spiaggia dei Conigli lo portano avanti la Riserva Naturale, gestita da Legambiente Sicilia, e i volontari, nell'ambito di un progetto autorizzato dal Ministero dell'Ambiente.
- Individuazione della traccia e del punto di deposizione, di solito la mattina presto.
- Recinzione con staccionata e tabella informativa, con l'area intorno resa off limits.
- Conteggio dei giorni e sorveglianza nella finestra in cui la schiusa è attesa.
- Controllo del nido dopo l'uscita dei piccoli, per capire quante uova hanno funzionato.
Come comportarsi in spiaggia
Le regole sono poche e valgono per tutta l'estate, anche dove non vedi cartelli. Un nido può esserci senza che nessuno lo abbia ancora trovato, quindi il modo più semplice di aiutare è comportarsi come se ci fosse.
Da non fare mai
Le luci di notte sono il problema numero uno. I piccoli appena usciti si orientano verso la zona più chiara dell'orizzonte, che in natura è il mare. Una torcia, uno schermo acceso o un flash li manda nella direzione opposta, verso l'entroterra, dove si esauriscono.
- Niente torce, flash o telefoni illuminati sulla spiaggia dopo il tramonto.
- Non entrare nelle aree recintate e non appoggiarti alle staccionate.
- Non scavare buche e richiudi sempre quelle che hai fatto prima di andare via.
- Non piantare ombrelloni dove è segnalato: l'asta può arrivare fino alle uova.
- Porta via tutti i rifiuti, compresi i mozziconi e i sacchetti che il vento porta in acqua.
- Non toccare mai un piccolo che corre verso il mare e non aiutarlo a entrare in acqua.
Quella corsa sulla sabbia non è tempo perso: serve al piccolo per attivare i muscoli e per registrare il posto in cui è nato. Prenderlo in mano, anche con le migliori intenzioni, gli toglie qualcosa che gli servirà dopo.
Se trovi una tartaruga in difficoltà
Può capitare di vederne una spiaggiata, ferita, impigliata in una lenza o immobile in acqua bassa. Anche se sembra la cosa più naturale, non rimetterla in mare: se è debole o ferita rischia di annegare. Serve una segnalazione rapida a chi la può recuperare.
- Chiama subito la Capitaneria di Porto al numero blu 1530 oppure avvisa il Centro di recupero.
- Non rimetterla in acqua e non trascinarla per le pinne o per il carapace.
- Falle ombra con un telo o un ombrellone se è sotto il sole diretto.
- Tienila umida bagnando il carapace con acqua di mare, senza versarne nelle narici.
- Resta a distanza, tieni lontani cani e curiosi e aspetta chi arriva.
Una foto aiuta
Mentre aspetti, scatta una foto da lontano e prendi nota del punto esatto. Sapere in che condizioni è l'animale e dove si trova fa risparmiare tempo prezioso. Se ha un amo in bocca o una lenza addosso, non tirare e non tagliare da solo.
Il Centro di Primo Soccorso e Recupero
Lampedusa ha un Centro di Primo Soccorso e Recupero delle tartarughe marine, riaperto e ospitato negli spazi della sede dell'Area Marina Protetta Isole Pelagie. Qui arrivano gli animali recuperati in mare o sulla costa, vengono curati e, quando è possibile, rimessi in libertà.
Si può visitare, adulti e bambini. Gli orari variano con la stagione e con il lavoro in corso, quindi conviene verificarli in loco invece di presentarsi a caso. È una visita breve e vale la pena anche solo per vedere da vicino quanto sono concrete le minacce di cui si parla in astratto.
- Ami e lenze ingoiati, spesso scambiati per cibo insieme all'esca.
- Plastica ingerita, dai sacchetti ai frammenti che somigliano a meduse.
- Ferite da reti e attrezzi da pesca, con pinne bloccate o lesionate.
Come vederle in mare senza disturbarle
L'incontro non si può prenotare. La probabilità più alta è in barca, al largo o davanti alle cale, dove ogni tanto una tartaruga sale a respirare e resta qualche secondo in superficie. Con lo snorkeling da riva è raro, ma non impossibile. In entrambi i casi la regola è la stessa: sei tu che ti fermi, non lei.
- In barca, riduci il motore al minimo o spegnilo appena la vedi.
- Non inseguirla e non tagliarle la strada: lasciale via libera verso il largo.
- Tieni la distanza e resta in silenzio, il rumore sott'acqua arriva lontano.
- Nessun contatto: non toccarla, non salirle sopra, non tenerla per il carapace.
- Non darle da mangiare e non gettare nulla in acqua per attirarla.
Nell'Area Marina Protetta valgono anche le regole generali: non raccogliere organismi, non ancorare sulla posidonia, non dare da mangiare ai pesci. Sono le stesse che tengono in ordine l'ambiente in cui le tartarughe si nutrono.
Biologia essenziale in poche righe
La Caretta caretta è la tartaruga marina più comune nel Mediterraneo. Ha una testa grossa e mascelle robuste, adatte a rompere gusci e conchiglie. Cresce lentamente e arriva tardi alla maturità: una femmina che depone oggi ha alle spalle decenni di mare aperto.
| Dato | In sintesi |
|---|---|
| Carapace da adulta | In genere fra 70 e 100 cm, con esemplari mediterranei spesso più piccoli di quelli atlantici. |
| Peso da adulta | Indicativamente da 70 a oltre 100 kg. |
| Uova per nido | Intorno al centinaio, deposte in una sola notte. |
| Nidi per stagione | Da tre a cinque, a circa due settimane di distanza uno dall'altro. |
| Incubazione | Da 45 a 70 giorni, in funzione della temperatura della sabbia. |
| Sesso dei piccoli | Deciso dal calore della sabbia: più caldo produce più femmine, più fresco più maschi. |
| Longevità stimata | Molto lunga, secondo le stime oltre i settant'anni. |
| Fedeltà alla spiaggia | Le femmine tendono a tornare a deporre vicino al tratto di costa dove sono nate. |
Le minacce sono quasi tutte di origine umana. Gli attrezzi da pesca restano il problema principale, seguiti dalla plastica ingerita, dalle collisioni con le imbarcazioni e dalle luci artificiali che disorientano femmine e piccoli. Sullo sfondo c'è il riscaldamento del mare e della sabbia, che sposta le aree di nidificazione e sbilancia il rapporto fra maschi e femmine.
Domande frequenti
Quando è più probabile vedere una schiusa?
Fra luglio e settembre, con il picco fra agosto e settembre, perché le uova si aprono 45-70 giorni dopo la deposizione. Resta un evento imprevedibile, che avviene spesso di notte o nelle prime ore del mattino.
Si può assistere a una schiusa?
Non è un'attività prenotabile e non esiste un orario. Se una schiusa avviene mentre sei in spiaggia, ti verrà chiesto di restare dietro il perimetro indicato, senza luci e senza rumore. Le indicazioni dei volontari e del personale della Riserva vanno seguite alla lettera.
Posso portare i bambini al Centro di recupero?
Sì, il Centro è visitabile da adulti e bambini. Gli orari cambiano nel corso della stagione, quindi verificali in loco. Per i più piccoli è il modo più diretto per capire perché certe regole in spiaggia hanno senso.
Le tartarughe marine mordono?
Hanno mascelle molto forti e possono reagire se si sentono braccate o se vengono maneggiate. Non è un animale aggressivo, ma non va toccato: né in acqua, né a riva, né quando è in difficoltà.
Perché la Spiaggia dei Conigli ha i turni di ingresso?
Perché è dentro una Riserva Naturale e ospita nidi. Nelle ultime stagioni l'accesso è gratuito ma su prenotazione, con un turno al mattino e uno al pomeriggio e un numero massimo di presenze. Verifica le regole aggiornate sul sito della Riserva prima di partire.
Approfondisci
Cercarle dal mare
Il modo più probabile per vedere una Caretta caretta in libertà è passare qualche ora in barca, fra una cala e l'altra. Nessun tour può garantire l'incontro, ma il tempo passato al largo è il fattore che conta di più.